![?php echo $row_rsNotizie['titolo']; ?>](https://lh3.googleusercontent.com/blogger_img_proxy/AEn0k_tKWVs74FyCDVCxRska7pk4BdpJYiUIM6R6UzwE6Nkq39mYWahrYdM9TIDIERTkio7-hUC4uKG7MghXjft7spPRMcZ1rLAMu0BuGKms6p2Sgipwmuct6vp1MonprbWmks-Wjw=s0-d)
Tre gol dalla Lazio in campionato e tre dal Werder in Champions.
L'Inter sceglie il modo peggiore per prepararsi al Mondiale per club. Perché va bene che tra una settimana esatta c'è la semifinale e con tutti gli infortunati che ha Benitez trema al pensiero di perderne altri, ma a tutto c’è un limite a livello tecnico e di immagine. E questo limite a Brema è stato superato, perché teoricamente
l’Inter aveva la possibilità di arrivare prima nel girone, se avesse vinto, visto che il Tottenham ha pareggiato. Ma soprattutto perché è la squadra campione d’Europa in carica e certe figuracce non sono ammissibili. Rileggere per credere la formazione di partenza, con il terzo portiere Orlandoni che non giocava da un anno e mezzo, il diciottenne Biraghi, in campo soltanto nell'ultimo minuto contro il Twente, più Crisetig, Dell'Agnello e Natalino in panchina. Ma se i giovani vanno incoraggiati, non si possono salvare i titolari Eto'o e Motta che passeggiano svogliati, Muntari e persino Zanetti preoccupati soltanto di non farsi male, mentre gli altri, a cominciare da Sneijder e Milito, sono rimasti a casa al calduccio.
Fonte: Gazzetta dello Sport
INTERISTAWEB
0 commenti:
Posta un commento