Il ct nerazzurro ha detto: "Ho parlato con Moratti prima di partire, il presidente ha capito tutto. La nostra qualità sarà decisiva". E tu cosa ne pensi? Inviaci un commento
Milano, 12 dicembre 2010 - «L’allenatore dell’Inter sono io»: Rafa Benitez finalmente fa sentire la sua voce, anche se ormai sembra troppo tardi. E’ stanco di leggere le lunghe liste di nomi dei suoi potenziali successori… «Si parla di tanti miei possibili sostituti. Voglio vincere questo Mondiale e sono sicuro che se lo farò sarò qui ancora tanto tempo».
Il tecnico spagnolo reagisce così. «Ho parlato con Moratti sia prima che dopo la gara di Brema e sono tranquillo perché il presidente ha capito tutto, ha detto che sapeva quale era la situazione e a me questo basta». Ma al momento il futuro di Benitez appare come una questione marginale. C’è un trofeo da conquistare, l’Inter deve farcela. «Siamo l’Inter. Rappresentiamo un club prestigioso, con tanti sostenitori alle nostre spalle e con giocatori che hanno fatto tanto bene per essere qui. Lavoro 14 ore al giorno con questa squadra — prosegue Benitez — e voglio raggiungere l’obiettivo. Questo club ha qualità e la qualità non si acquista o non si perde in un solo giorno: dobbiamo avere testa, gambe, tattica e soprattutto spirito per conquistare questo trofeo».
Ad appena tre giorni dal debutto la squadra appare “magicamente” recuperata. Se di favola si tratta… C’è chi azzarda possibili cambiamenti nella formazione, ma Benitez chiarisce subito che «cambiare per una partita è sempre un rischio. Se si perde e l’allenatore ha cambiato la squadra, ci si chiede perché lo ha fatto; se si perde e l’allenatore non ha cambiato, ci si chiede perché non l’abbia fatto: vinciamo e basta, così nessuno dirà nulla».
La squadra sembra aver ritrovato le forze. Quei giocatori in dubbio perché reduci dagli infortuni vogliono esserci: «Grazie a Dio sto bene e ho voglia di giocare già il 15», dice Julio Cesar. »Abbiamo ritrovato il gruppo — spiega invece Cambiasso —. Speriamo che allenarsi insieme possa fare la differenza. Benitez è carico? Sappiamo che ha cercato di fare sempre del proprio meglio». Al fianco di Benitez in conferenza stampa c’è anche Cordoba. «Dobbiamo essere consapevoli dei rischi, dobbiamo avere responsabilità per vincere. La prima è una finale che può portare alla finalissima. Il Mondiale per Club è un appuntamento che può essere l’unico nella carriera: ecco perché coinvolge emotivamente tutti, anche le nostre famiglie».
I nerazzurri si sono allenati all’Army Pitch. Tutti in gruppo, tranne Biabiany che ha svolto lavoro aerobico specifico, Coutinho e Obi (programma individuale di recupero per loro). Capitolo formazione. Dipenderà molto dalle condizioni dei giocatori reduci da infortunio. Julio Cesar vuole giocare anche la semifinale; in difesa in dubbio Maicon (seppur il brasiliano vorrebbe esserci), Lucio, Cordoba e Chivu; a centrocampo Cambiasso in coppia con uno fra Motta e Stankovic, Zanetti, Sneijder e Pandev dietro l’unica punta Eto’o. Attenzione però, perché anche Milito scalpita.


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