Fonte:newsinter.it

Sicuramente Moratti (e suo figlio Angelomario, e i suoi collaboratori) ha parlato con Benitez dell’argomento squadra spremuta/preparazione/ infortuni/ a quattr’occhi, e anche più di una volta. E’ altrettanto sicuro che i due continuano ad affrontarlo anche indirettamente, con dichiarazioni affidate ai microfoni più svariati, dando così alla questione ulteriore risonanza (e sì che se ne parla già abbastanza). La querelle è anche più centrale di quanto si possa pensare, in questo momento storico dell’Inter. E il fatto che si continui a percepire una latente ma globale divergenza di fondo resta un nodo pericoloso. Da sciogliere il prima possibile e in via definitiva, perché da questo dipende un autentico consolidamento dei rapporti fra tecnico e presidente (ma anche dirigenti, e staff medico, e squadra). Oltre che una significativa inversione di tendenza rispetto alla recente, traumatica serie di infortuni. Ignoranti, parola forte Il fatto che Benitez usi una parola grossa, anzi forte, come «ignoranti» per definire chi trova un collegamento fra preparazione e problemi muscolari, denota sì la sua solida convinzione di essere nel giusto, ma in fondo anche un nervo scoperto. Il fatto che Moratti—già al corrente dell’espressione usata dal tecnico? — poco dopo abbia replicato con un ulteriore invito «a limitare il numero di infortunati», e ieri abbia ribadito il concetto, significa che è anzitutto su questo scoglio che ha sollevato dubbi, anche direttamente con il tecnico. In realtà il presidente è portato a pensare che invece, almeno in parte, un nesso fra le due cose esista. E che l’alibi di un’Inter spossata dal triplete non regga. Non è l’unico, all’Inter. Per dire: se nessuno dei giocatori si è mai sognato di chiamare Moratti per chiedergli di cacciare Benitez, qualcuno ha sicuramente esposto in maniera chiara certe sue perplessità, che al presidente sono arrivate. Un solo paletto Così, non è parso casuale neppure il richiamo di ieri, da parte di Moratti, alla «capacità di Benitez di adattarsi alla situazione»: in fondo è quello il principale «paletto» che è stato messo alle «indiscusse capacità lavorative» del tecnico; ed è quella la chiave sufficiente ma necessaria per far sì che l’armistizio firmatoda Moratti negli ultimi giorni diventi a tutti gli effetti un’autentica pace.
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