MILANO, 9 dicembre - Il matrimonio tra Rafa Benitez e l’Inter è ormai ai titoli di coda. E si sarebbe già concluso da tempo se non ci fosse stato di mezzo il Mondiale per club. Massimo Moratti si è sentito tradito non solo martedì, quando la squadra che doveva evitare «di fare cavolate» è miseramente frenata a Brema. Uno sfregio, l’ennesimo, per una società che il 22 maggio vedeva i suoi giocatori sollevare al cielo la Champions. Ora il Mondiale per club (partenza domani da Malpensa) è l’ultima fermata per Benitez. Vincerlo, sarebbe per l’uomo di Madrid l’unica chance per portare al termine la stagione, ma nulla di più. A oggi infatti non sembrano esserci i presupposti perché il rapporto di lavoro tra Benitez e l’Inter possa proseguire anche per la stagione che verrà, nonostante Rafa abbia un regolare contratto firmato fino al 2012.
TRAGHETTATORE - Gli scenari, sull’argomento, appaiono ormai cristallizzati: nel caso in cui Benitez fallisse il Mondiale, si aprirebbe la strada del traghettatore, con tanto di contratto a termine (fino al 30 giugno) che possa portare a compimento la stagione con una squadra comunque altamente competitiva per lottare tanto in campionato, quanto in Europa. Il prescelto, dovrebbe essere Walter Zenga che, sull’argomento (forse non a caso) ha preferito glissare, ma che in nome dell’amore per l’Inter e del rapporto (strettissimo) con Moratti, se interpellato risponderebbe sicuramente di sì.
LA TENTAZIONE - Come più volte spiegato, questa sarebbe una soluzione tampone nel caso di fallimento di Benitez. Tuttavia gli eventi sono precipitati nelle ultime settimane e questo ha favorito la ricerca di un allenatore che in ogni caso a giugno possa raccogliere l’eredità di Rafa. Il feeling, mai nato, tra Moratti e il suo allenatore, ha provocato lo stillicidio di picconate delle ultime settimane. Difficile, anzi, impossibile, che il rapporto si possa ricomporre anche perché per la prima volta (altra novità) pure Benitez ha dato evidenti segni di insofferenza verso il mondo Inter. Il che, paradossalmente, sta favorendo una nuova, clamorosa candidatura, quella di Fabio Capello. Il prescelto da Moratti - non è un segreto - sarebbe Guardiola. Tuttavia al momento non è dato a sapersi se 1) Pep dirà addio al Barcellona 2) quanto si è fatta pericolosa la concorrenza del Chelsea. Due buoni motivi per far cambiare scenari che parevano cristallizzati. Anche perché, nel frattempo, Moratti si è reso conto che i mali di questa Inter nascano dalla mancanza di polso con i giocatori (a Brema, l’Inter ha commesso soltanto 7 falli in novanta minuti).
L’UOMO DI FERRO - E l’unico in grado di dare una sterzata "mourinhiana" all’ambiente sarebbe proprio Don Fabio che, nel suo curriculum, vanta esperienze trionfali anche dopo aver raccolto squadre che avevano vinto tutto (in primis il Milan di Sacchi). Mai come di questi tempi, i rapporti tra la Football Association e Capello sono ai minimi e questo favorirebbe il golpe morattiano. Già quest’estate il presidente era stato persuaso a tentare la soluzione Capello, ma il passato juventino (e gli strascichi di Calciopoli) avevano frenato ogni discorso. Stavolta sarebbe diverso perché Don Fabio non arriverebbe soltanto per sostituire un allenatore, ma per rifondare una squadra con quei metodi - tanto simili a quelli applicati da Mourinho che hanno già dimostrato di essere vincenti anche alla latitudine di Appiano. Addirittura, ci sarebbe chi sostiene che la materia - visto il complicatissimo contratto che lega Capello alla Fa - sia già in mano agli avvocati.
SUGGESTIONE LEO - Come tutte le spy story che si rispettano, c’è pure un terzo incomodo, ovvero Leonardo, personaggio che solletica moltissimo le fantasie morattiane anche per i suoi trascorsi... rossoneri. Il brasiliano, sarebbe la terza via perché prenderebbe in mano la squadra a gennaio, però con l’obiettivo di costruire un progetto a lunga scadenza (almeno biennale) e suonerebbe come la risposta non solo mediatica - per l’arrivo di Ibrahimovic al Milan e sarebbe una soluzione di alto livello simbolico visto che Leonardo in futuro potrebbe anche ricoprire un ruolo dirigenziale in seno alla società.
TRAGHETTATORE - Gli scenari, sull’argomento, appaiono ormai cristallizzati: nel caso in cui Benitez fallisse il Mondiale, si aprirebbe la strada del traghettatore, con tanto di contratto a termine (fino al 30 giugno) che possa portare a compimento la stagione con una squadra comunque altamente competitiva per lottare tanto in campionato, quanto in Europa. Il prescelto, dovrebbe essere Walter Zenga che, sull’argomento (forse non a caso) ha preferito glissare, ma che in nome dell’amore per l’Inter e del rapporto (strettissimo) con Moratti, se interpellato risponderebbe sicuramente di sì.
LA TENTAZIONE - Come più volte spiegato, questa sarebbe una soluzione tampone nel caso di fallimento di Benitez. Tuttavia gli eventi sono precipitati nelle ultime settimane e questo ha favorito la ricerca di un allenatore che in ogni caso a giugno possa raccogliere l’eredità di Rafa. Il feeling, mai nato, tra Moratti e il suo allenatore, ha provocato lo stillicidio di picconate delle ultime settimane. Difficile, anzi, impossibile, che il rapporto si possa ricomporre anche perché per la prima volta (altra novità) pure Benitez ha dato evidenti segni di insofferenza verso il mondo Inter. Il che, paradossalmente, sta favorendo una nuova, clamorosa candidatura, quella di Fabio Capello. Il prescelto da Moratti - non è un segreto - sarebbe Guardiola. Tuttavia al momento non è dato a sapersi se 1) Pep dirà addio al Barcellona 2) quanto si è fatta pericolosa la concorrenza del Chelsea. Due buoni motivi per far cambiare scenari che parevano cristallizzati. Anche perché, nel frattempo, Moratti si è reso conto che i mali di questa Inter nascano dalla mancanza di polso con i giocatori (a Brema, l’Inter ha commesso soltanto 7 falli in novanta minuti).
L’UOMO DI FERRO - E l’unico in grado di dare una sterzata "mourinhiana" all’ambiente sarebbe proprio Don Fabio che, nel suo curriculum, vanta esperienze trionfali anche dopo aver raccolto squadre che avevano vinto tutto (in primis il Milan di Sacchi). Mai come di questi tempi, i rapporti tra la Football Association e Capello sono ai minimi e questo favorirebbe il golpe morattiano. Già quest’estate il presidente era stato persuaso a tentare la soluzione Capello, ma il passato juventino (e gli strascichi di Calciopoli) avevano frenato ogni discorso. Stavolta sarebbe diverso perché Don Fabio non arriverebbe soltanto per sostituire un allenatore, ma per rifondare una squadra con quei metodi - tanto simili a quelli applicati da Mourinho che hanno già dimostrato di essere vincenti anche alla latitudine di Appiano. Addirittura, ci sarebbe chi sostiene che la materia - visto il complicatissimo contratto che lega Capello alla Fa - sia già in mano agli avvocati.
SUGGESTIONE LEO - Come tutte le spy story che si rispettano, c’è pure un terzo incomodo, ovvero Leonardo, personaggio che solletica moltissimo le fantasie morattiane anche per i suoi trascorsi... rossoneri. Il brasiliano, sarebbe la terza via perché prenderebbe in mano la squadra a gennaio, però con l’obiettivo di costruire un progetto a lunga scadenza (almeno biennale) e suonerebbe come la risposta non solo mediatica - per l’arrivo di Ibrahimovic al Milan e sarebbe una soluzione di alto livello simbolico visto che Leonardo in futuro potrebbe anche ricoprire un ruolo dirigenziale in seno alla società.


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