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giovedì 9 dicembre 2010

Nuova svolta Inter: rispunta Capello al posto di Benitez

  Matrimonio tra Moratti e lo spagnolo ai titoli di coda, ecco Don Fabio
Nuova svolta Inter: rispunta Capello al posto di Benitez
MILANO, 9 dicembre - Il matrimonio tra Rafa Benitez e l’Inter è ormai ai titoli di coda. E si sarebbe già concluso da tempo se non ci fosse stato di mezzo il Mon­diale per club. Massimo Mo­ratti si è sentito tradito non solo martedì, quando la squa­dra che doveva evitare «di fa­re cavolate» è miseramente frenata a Brema. Uno sfregio, l’ennesimo, per una società che il 22 maggio vedeva i suoi giocatori sollevare al cielo la Champions. Ora il Mondiale per club (partenza domani da Malpensa) è l’ultima fermata per Benitez. Vincerlo, sarebbe per l’uomo di Madrid l’unica chance per portare al termi­ne la stagione, ma nulla di più. A oggi infatti non sem­brano esserci i presupposti perché il rapporto di lavoro tra Benitez e l’Inter possa proseguire anche per la sta­gione che verrà, nonostante Rafa abbia un regolare con­tratto firmato fino al 2012.

TRAGHETTATORE - Gli sce­nari, sull’argomento, appaio­no ormai cristallizzati: nel ca­so in cui Benitez fallisse il Mondiale, si aprirebbe la stra­da del traghettatore, con tan­to di contratto a termine (fino al 30 giugno) che possa porta­re a compimento la stagione con una squadra comunque altamente competitiva per lottare tanto in campionato, quanto in Europa. Il prescel­to, dovrebbe essere Walter Zenga che, sull’argomento (forse non a caso) ha preferito glissare, ma che in nome del­l’amore per l’Inter e del rap­porto (strettissimo) con Mo­ratti, se interpellato risponde­rebbe sicuramente di sì.

LA TENTAZIONE - Come più volte spiegato, questa sareb­be una soluzione tampone nel caso di fallimento di Benitez. Tuttavia gli eventi sono preci­pitati nelle ultime settimane e questo ha favorito la ricerca di un allenatore che in ogni caso a giugno possa raccoglie­re l’eredità di Rafa. Il feeling, mai nato, tra Moratti e il suo allenatore, ha provocato lo stillicidio di picconate delle ul­time settimane. Difficile, anzi, impossibile, che il rapporto si possa ricomporre anche per­ché per la prima volta (altra novità) pure Benitez ha dato evidenti segni di insofferenza verso il mondo Inter. Il che, paradossalmente, sta favo­rendo una nuova, clamorosa candidatura, quella di Fabio Capello. Il prescelto da Mo­ratti - non è un segreto - sa­rebbe Guardiola. Tuttavia al momento non è dato a saper­si se 1) Pep dirà addio al Bar­cellona 2) quanto si è fatta pe­ricolosa la concorrenza del Chelsea. Due buoni motivi per far cambiare scenari che parevano cristallizzati. Anche perché, nel frattempo, Morat­ti si è reso conto che i mali di questa Inter nascano dalla mancanza di polso con i gioca­tori (a Brema, l’Inter ha com­messo soltanto 7 falli in no­vanta minuti).

L’UOMO DI FERRO - E l’uni­co in grado di dare una sterza­ta "mourinhiana" all’ambien­te sarebbe proprio Don Fabio che, nel suo curriculum, van­ta esperienze trionfali anche dopo aver raccolto squadre che avevano vinto tutto (in primis il Milan di Sacchi). Mai come di questi tempi, i rapporti tra la Football Asso­ciation e Capello sono ai mini­mi e questo favorirebbe il gol­pe morattiano. Già quest’e­state il presidente era stato persuaso a tentare la soluzio­ne Capello, ma il passato ju­ventino (e gli strascichi di Cal­ciopoli) avevano frenato ogni discorso. Stavolta sarebbe di­verso perché Don Fabio non arriverebbe soltanto per sosti­tuire un allenatore, ma per rifondare una squadra con quei metodi - tanto simili a quelli applicati da Mourinho ­che hanno già dimostrato di essere vincenti anche alla la­titudine di Appiano. Addirit­tura, ci sarebbe chi sostiene che la materia - visto il com­plicatissimo contratto che le­ga Capello alla Fa - sia già in mano agli avvocati.

SUGGESTIONE LEO - Come tutte le spy story che si rispet­tano, c’è pure un terzo inco­modo, ovvero Leonardo, per­sonaggio che solletica moltis­simo le fantasie morattiane anche per i suoi trascorsi... rossoneri. Il brasiliano, sareb­be la terza via perché prende­rebbe in mano la squadra a gennaio, però con l’obiettivo di costruire un progetto a lunga scadenza (almeno biennale) e suonerebbe come la risposta ­non solo mediatica - per l’arri­vo di Ibrahimovic al Milan e sarebbe una soluzione di alto livello simbolico visto che Leo­nardo in futuro potrebbe an­che ricoprire un ruolo dirigen­ziale in seno alla società.

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