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giovedì 9 dicembre 2010

Moratti saluta Benitez: ecco chi piace. Terremoto anche a giugno?

Rafa Benitez all'ultimo appello. Succede anche questo in casa Inter, dopo il triplete di pochi mesi fa: il tecnico probabilmente pagherà con l'esonero anche in caso di centodieci e lode con bacio accademico a corredo. Troppi gli errori che si sono susseguiti da inizio impero a oggi, tra infortuni ed errori di percorso, sconfitte inaspettate (Chievo e Lazio) o figuracce in Champions League (Werder Brema, ma anche al White Hart Lane con il Tottenham). L'errore, lo andiamo ripetendo come una cantilena da inizio settembre, è stato quello di non rinforzare la rosa nella maniera adeguata, sperando che Biabiany e Coutinho - ma non solo loro - potessero cantare e portare la croce.
Il mondiale per club è il crocevia obbligato di una stagione che sembra andare a rotoli, con l'abissale meno dieci dal Milan e la possibilità di pescare Mourinho - ma non solo - nell'urna di Nyon. Nella peggiore delle ipotesi potrebbe prospettarsi un febbraio infernale con i nerazzurri già fuori da tutte le competizioni. Moratti oramai sembra deciso: Benitez va sostituito e i nomi si sprecano.
Prima c'è da pensare, però, alla strategia da attuare. Un traghettatore da inizio gennaio potrebbe essere una mossa poco prudente: l'anno scorso Zaccheroni con la Juventus è riuscito solamente a qualificarsi per l'Europa League - perché la finale di Coppa Italia era stata tra Inter e Roma - con uno striminzito settimo posto, venendo escluso quasi subito dall'Europa League. Ecco perché i nomi di Diego Pablo Simeone o di Walter Zenga sembrerebbero al momento in ribasso: l'Inter però avrebbe messo gli occhi - per la prossima stagione - su Pep Guardiola, che al Camp Nou sta facendo faville ma che si libererà proprio a giugno 2011. Difficile, quindi, pensare a un allenatore del calibro di Capello, Leonardo o Spalletti, che non accetterebbero un ruolo a tempo determinato, sapendo che il pour parler con l'attuale tecnico blaugrana è già stato attuato, seppur solamente in minima parte.
Delle due l'una: o cercare subito un grande tecnico, anche per garantire la totale affidabilità anche in Champions League, oppure affidarsi a un traghettatore per poi ricominciare del tutto, con il foglio bianco, da giugno. La prima ipotesi escluderebbe un futuro per Guardiola, mentre la seconda rischierebbe di mantenere l'Inter fuori dalla competizione che conta. Traghettatore o non traghettatore, questo è il dilemma.

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