Col Werder in Champions: in ballo la faccia e il 1° posto nel girone. Rafa: «Figuracce? Mai fatte, sono orgoglioso di questa squadra»
FONTE : TMW
La seconda ics sulla serata pende sulla testa di Benitez. La conferma fino al Mondiale per club è come un ombrellino sotto un uragano, ripara poco o niente. La sensazione che Moratti non si fidi più, o comunque sempre meno, di quest'Inter è palese ogni giorno che passa. Ieri l'ultima bordata che sa di avvertimento più che di salubre prevenzione. «A Brema bisogna fare bene, speriamo di affrontare la partita nel modo giusto. È obbligatorio, in Champions non puoi fare figure del cavolo». Come sentisse puzza di bruciato, Moratti dà una sveglia ai suoi e al tecnico spagnolo. Che continua a tenere a bagnomaria: «La Champions e il Mondiale, poi dopo vedremo...». Come previsto, la batosta con la Lazio ha riportato quest'Inter (tre sconfitte nelle ultime 4 partite di campionato) e, soprattutto, il suo timoniere nel girone dei cattivi. Moratti dice che lo scudetto è ancora possibile, ma il chiodo fisso del Mondiale non scaccia i cattivi pensieri: «Squadra e ambiente sono forse presi più dal Mondiale che da tutto il resto, ma il Werder non può essere un disturbo. Fosse solo per questo, allora poteva esserlo anche la gara con la Lazio, ma le partite si giocano per vincerle, non per lasciarle passare».
Insomma, Moratti è stato chiaro. Far cilecca anche questa sera al Weser Stadion, farebbe girare non poco i pianeti al presidente. Quindi tocca vincere. Con chi? Questo è il problema: il freddo tedesco e le condizioni fisiche ancora da levigare hanno sconsigliato a Benitez di imbarcare per Brema i lungodegenti. A casa Julio Cesar, Chivu e Maicon, Stankovic, Lucio, Coutinho e Sneijder, non si rivedrà nemmeno Milito fuori dal derby del 14 novembre. Niente seconde linee (Obi) e neanche terze (Mancini), quindi infornata di primavera, il ritorno di Mariga e una formazione sospesa tra la voglia di preservare quelli sani e però di non giustificare il memento morattiano: «In Champions non si possono fare figure del cavolo».
Benitez ci mette la sua solita faccia, ma ormai siamo oltre al buon viso e al cattivo gioco che non è solo quello cui ci ha abituato l'Inter. «Nessuna brutta figura, sono orgogliosissimo di quello fatto finora. Ci siamo qualificati, ora vinciamo con il Werder e poi pensiamo al Mondiale». Dice, Benitez, che sarà una partita da dieci come impegno, che i rapporti con il presidente apparentemente filano («Ci siamo parlati ad agosto, poi a settembre e lo rifaremo in gennaio», è la scansione intervallata dall'arrivo di Ibra sulla sponda rossonera) e poi getta acqua sul fuoco degli assenti «ingiustificati»: Sneijder a casa per affaticamento, Lucio per l'influenza e perché diffidato, Milito perché non ancora pronto.
Qui dicono che il Werder stasera giocherà alla morte per intascare gli 800mila euro (tanto vale una vittoria in Champions) da investire poi sul mercato visto le condizioni traballanti di classifica (decimi a 21 punti dal Borussia Dortmund): il problema di Benitez non sono gli ottocentomila euro, ma il mercato. Ce l'ha in testa da quest'estate, prima o poi Moratti dovrà dargli retta. A gennaio o mai più, se ci arrivano insieme.


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