Nella semifinale del Mondiale del club sprazzi di vera Inter si sono finalmente rivisti. Merito certo della pochezza degli avversari, ma anche del ritorno di diversi infortunati che ha permesso al tecnico spagnolo di schierare una formazione finalmente all'altezza della squadra che detiene il titolo di campione d'Europa.
Niente a che vedere ancora con le prestazioni che i nerazzurri hanno messo in mostra a maggio. Quella era un Inter stellare, questa una squadra normale che cerca di ritrovare il bandolo della matassa dopo diverse settimane di confusione.
In questo susseguirsi di confronti impietosi c'è però chi va controtendenza. Il primo caso è quello di Samuel Eto'o, goleador di razza che in questa stagione sembra aver ritrovato la sua straordinaria vena da goleador. Sedici le reti messe a segno finora tra campionato e Champions League, più di tutte quelle segnate nella passata stagione. Compiti diversi certo. Lo scorso anno Eto'o era immischiato in ripiegamenti difensivi che quest'anno non lo coinvolgono. Fatto sta che con l'inizio del nuovo campionato l'Inter ha ritrovato un attaccante che lo scorso anno aveva perso quel cinismo in zona gol che aveva contraddistinto il suo lungo soggiorno spagnolo.
Secondo, più emblematico caso, è quello di Dejan Stankovic. Complici anche alcuni problemi fisici, il serbo nella passata stagione perse il suo posto da titolare nella mediana nerazzurra. Ruolo importante, ma comunque da comprimario quello di Stankovic nel trionfale finale di stagione 2009/10.
Oggi il centrocampista nerazzurro invece rappresenta l'anima di una squadra che ha scoperto di non poter fare a meno di lui. Anche contro il Seongnam è stata decisiva la sua incursione dopo tre minuti che ha subito messo sulla retta via un match che poteva andare in tutt'altro verso dopo l'infortunio capitato a Sneijder.
Samuel Eto'o e Dejan Stankovic: calciatori in controtendenza. Sono loro i simboli dell'Inter di Benitez.


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