I nerazzurri sono sbarcati negli Emirati Arabi dove la prossima settimana cercano la conquista del Mondiale per club. L'atmosfera: temperature alte e albergo con canali navigabili all'interno. Milito e Julio Cesar in dubbio: sabato il primo allenamento
ABU DHABI (Emirati Arabi Uniti), 10 dicembre 2010 - Il lungo avvicinamento è finito: ora ci siamo. L’Inter è arrivata ad Abu Dhabi, dove inseguirà quello che è diventato il vero obiettivo stagionale, il Mondiale per club, l’ex Coppa Intercontinentale che manca da 45 anni. In casa nerazzurra quest’ultimo trofeo è considerato la chiusura definitiva del ciclo, nonché l’ultimo passo nella riabilitazione dopo decenni di vacche magre in campo internazionale. L’idea è di dimenticare come ci si arriva, e ritrovare la magia di Madrid.
IL VIAGGIO — Nei giorni e nelle settimane passate si è capito come tutti, dai giocatori al presidente, tengano a questo appuntamento: oggi l’avventura è ufficialmente cominciata. Ritrovo ad Appiano in mattinata, trasferimento a Malpensa e alle 11 decollo. L’aereo speciale Alitalia è atterrato alle 19.50 locali (16.50 in Italia), all’aeroporto internazionale di Abu Dhabi. Sei ore di volo, che i giocatori hanno trascorso fra film, giornali, Ipad e altri gadget tecnologici che non mancano mai nel bagaglio di un perfetto calciatore. Lo staff tecnico (presenti anche i dirigenti Branca, Ausilio e Paolillo, Moratti arriverà per la semifinale) ha invece probabilmente usato il tempo per approfondire lo studio degli avversari. La squadra è uscita da un terminal "meno battuto" e non ha incontrato la solita folla di cronisti e curiosi: poi trasferimento in hotel, accolta da una delegazione dell’Inter Club locale.
I PRIMI AVVERSARI — Rimane qualche dubbio sul recupero di Milito e Julio Cesar in tempo per la semifinale: domani si saprà qualcosa di più. Domani si conoscerà anche l’avversaria della semifinale. Alle 17 italiane si gioca infatti il quarto di finale fra i padroni di casa dell’Al-Wahda e i coreani de Seongnam: sulla carta i campioni d’Asia, guidati dal 40enne Shin Tae Young, sono favoriti, ma già oggi il Mazembe ha sovvertito i pronostici. I locali sono ambiziosi, e sono molto brasiliani. Le loro stelle si chiamano infatti Fernando Baiano (attaccante dal discreto passato nella Liga), Hugo e soprattutto Magrao, buon centrocampista da oltre 100 presenze nel Palmeiras. Il tecnico è l’ex c.t. austriaco Hickersberger, la difesa non pare imperforabile, il tifo sarà tutto per loro. I coreani alla vigilia rispettano i cliché di squadra organizzatissima e in perenne movimento, con un attaccante montenegrino (Radoncic), un gigante australiano in difesa (Ognenovski) e un talentuoso colombiano all’ala (Molina). Occhio anche al portiere Jung Sung-Ryong, nel giro della nazionale: domani Benitez avrà modo di studiarli. Un modo intelligente per distrarsi dai fantasmi di Spalletti e Capello...


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